“dal momento che Il mondo accade come se Dio non fosse, abbiamo un ancor più disperato bisogno di maschere, illusioni, di vane speranze e magnifici inganni per giustificare il tempo della nostra vita, iniziata a nostra insaputa e condotta tra quei mille impegni che ci siamo inventati per ingannare l’attesa di Godot, che già sappiamo non arriverà mai”
E’ del filosofo Umberto Galimberti. A me fa pensare al silenzio. Alla carta bianca. Al pulsare del cursore sullo schermo. Qualcosa si muove, sempre, continuamente. Un pescatore aspetta. Cerca il momento buono per prendere il pesce d’oro. Mentre “le acciughe fanno il pallone”.