Registrare solo acqua
per dieci giorni o più
senza il fumo invadente che stordisce piacere
finzione
grigio di bianco di mare
nei giorni di mezzo inverno
fermi a guardare
(now playing - Il fossile/ Samuele Bersani - Ithzhak Perlman/tango - Garbo/a Berlino, va bene..) )
fiato sul vetro
pinne per lune
bussole uso asfalto
la calma della rosa
qualcosa spoglia tra le orme
sulle mezze mani
lungo risacche
resta per ogni giro di spuma
la punta luccicante del vetro
marino
“dal momento che Il mondo accade come se Dio non fosse, abbiamo un ancor più disperato bisogno di maschere, illusioni, di vane speranze e magnifici inganni per giustificare il tempo della nostra vita, iniziata a nostra insaputa e condotta tra quei mille impegni che ci siamo inventati per ingannare l’attesa di Godot, che già sappiamo non arriverà mai”
E’ del filosofo Umberto Galimberti. A me fa pensare al silenzio. Alla carta bianca. Al pulsare del cursore sullo schermo. Qualcosa si muove, sempre, continuamente. Un pescatore aspetta. Cerca il momento buono per prendere il pesce d’oro. Mentre “le acciughe fanno il pallone”.
Come una notte che non ha voglia, una sera ormai morta e indecisa, un’ora insolita e strana. C’è un pò di vento fuori posto. Una dedica ad ogni costo. Un dolce da frigo, un bricco di latte freddo. Un rigo. Sorseggio. Sfoggio. Appunto e rimetto in fila. Non fa neanche freddo.
Vada per Faber, verso il mattino. continuo a guardare la notte.
“Ma non so testimoniare”.