Vittime , artefici e spettacoli
televisioni
cinefilie
dorate forbite benvestite
parolaie
Videocracy e Il grande sogno
parallelismi senza confronto, sullo stesso piano
com’era bello il 68
dove è finito quello spirito
adesso
lista di sogni, lista della spesa, confezionata in carta regalo
vedo non vedo
il re
nudo
canzone consigliata per la riflessione,
“Stupendo” Vasco Rossi
“…Siamo per natura così superficiali che soltanto le distrazioni ci possono impedire davvero di morire”, scrive Luis Ferdinand Celine…e su questi pensieri meditati in un fluido e irriverente jazz letterario, affaccio gli occhi sulla luna, dalla vetta di un palazzo che sfida il cielo ritagliandolo in un piccolo quadratino nero…
Ero in piedi sulla lavatrice e qualcuno, forse mia madre, mi cambiava dopo il bagno.
Avevo quasi due anni.
E’ solo un flash.
Non so neanche quanto veritiero.
Ma è’ l’unica cosa che ricordo del terremoto dell’ottanta.
Sono un prete colpito a bruciapelo
sono un giornalista abusivo praticante
sono un testimone
sono un passante
sono una ragazza scudo
sono la donna di uno scissionista
sono uno che passa di là
uno che dice che ha visto
sono Scarface e ammazzo i colombiani
sono uno spacciatore tra i tanti
sono del sud
non ci sono santi
sono uno scrittore sotto scorta
sono di fronte alla pistola
dietro la porta
sono un sindaco martire avvocato
sono un giovane cuoco nel sindacato
sono a radio aut
e urlo al microfono senza paura
sono ancora troppo solo
ma ho la testa dura
sono gli affetti e il cuore
sono uno sparo nel silenzio
sono un rumore
Mentre attendo che la giornata si allunghi nella grana di un marzo fuori da ogni canone di follia, dedico qualche minuto alla posa della lacca nera, solchi e piste per incidere il tempo e il vuoto, dare un colore vivo e discreto ai respiri, con l’aria che sembra farsi più piena, gusti e sfumature, molecole, e su tutto, il giro e il frusciare…
sono certo che anche leggendo si può immaginare benissimo il fotogramma…
c’è un giradischi in corsa, un gesto, una mezza luce, e poi il pezzo, preceduto dall’attacco ruvido della puntina col vinile…
fa un rumore inconfondibile
è proprio vero
Il prescelto è “In rainbows”, Radiohead
Piove a dirotto
lungo la statale deserta
solo il buio
impenetrabile
i fari illuminano a breve raggio
musica ossessiva rincorre l’acqua
improvvisa, dallo specchietto
luce
fari
solo un attimo, poi
accellero
e riprendo il nulla
per un altro pò
(On air - RVM, Pearl Jam)
Elegia distante
il filo dei pochi ricordi
tiene il tempo
dondolando
non conosco le note
ma canto dolce
male di mare
da un banco, sul fiume finto
pesci di torre in mostra
a centinaia
fanno voliera e salti
accento e posa
fermo una foto a tratti
e baci
Registrare solo acqua
per dieci giorni o più
senza il fumo invadente che stordisce piacere
finzione
grigio di bianco di mare
nei giorni di mezzo inverno
fermi a guardare
(now playing - Il fossile/ Samuele Bersani - Ithzhak Perlman/tango - Garbo/a Berlino, va bene..) )
fiato sul vetro
pinne per lune
bussole uso asfalto
la calma della rosa
qualcosa spoglia tra le orme
sulle mezze mani
lungo risacche
resta per ogni giro di spuma
la punta luccicante del vetro
marino